La cannabis illegale in Italia .... Pronto il primo franchising nazionale


Nativa, lancia un portale per raccogliere manifestazioni d’interesse a un’ipotetica serie di negozi specializzati in cannabis, in stile Eataly

In Italia la marijuana continua a rimanere illegale. Il consumo personale della sostanza ricavata dalla pianta di cannabis è depenalizzato e dunque punito con sanzioni amministrative sopra il mezzo grammo, l’uso terapeutico è invece consentito fino dal 2007 sebbene farraginoso per le trafile e per i costi della materia prima, interamente importata e a carico del paziente. Fino a un decreto-legge del 2014 e alle leggi emanate da 12 regioni, Toscana, Puglia, Veneto e Piemonte su tutte. Il quadro, in questo senso, dovrebbe mutare con un nuovo regolamento ministeriale e con la coltivazione di Stato in corso allo stabilimento farmaceutico militare di Firenze. In generale, legislazione, prassi e sanzioni sono un ginepraio assoluto.



Intanto, in Italia, comincia a muoversi qualcosa anche sotto il profilo commerciale. Ebbene sì: manca ancora una legge per la legalizzazione – c’è una proposta appesa dall’anno scorso firmata dall’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis – e non è detto che riesca a essere approvata entro la fine della legislatura .

A sostegno di questa bizzarra iniziativa di, chiamiamolo così, pseudofranchising, Nativa – una sigla dietro cui si nascondono, preferendo per ora rimanere nell’anonimato, manager e imprenditori del marketing e della comunicazione – porta non solo le stime sul mercato domestico – un pachiderma da tre milioni di chili l’anno e circa 2,5 milioni di consumatori – ma anche le potenzialità di quello turistico e dei consumatori dormienti, più propensi all’acquisto di una sostanza del genere una volta che sia stata legalizzata.

Insomma, se avreste voglia di diventare commercianti di cannabis basta registrarvi per manifestare il proprio interesse a rimanere aggiornati e null’altro. “Scopo di questo sito non è quello di indurre i visitatori ad attività contrarie alla legge vigente o di creare situazioni di proselitismo (punibili ai sensi dell’art. 82 dpr 309/90) tramite l’esaltazione della coltivazione – si legge in un lungo e preciso disclaimer compilato in virtù della delicatezza della materia – bensì quello di informare e dibattere delle caratteristiche medico-terapeutiche nonché delle utilizzazioni industriali e commerciali della cannabis e dei suoi derivati”.

Per chi fosse interessato puo visitare il sito aziendale ed inviare la propria candidatura  attraverso la compilazione diretta. Seleziona e invia