Malasanità: consigli utili per ottenere il giusto risarcimento

Malasanità, un termine che, purtroppo, è entrato nel vocabolario comune. Basta aprire un qualsiasi quotidiano per rendersi conto che, con cadenza regolare inquietante, vengono riportate notizie di medici o chirurghi che sbagliano, provocando danni al paziente. Certo, si tratta di una categoria particolarmente a rischio perché ogni minimo errore o disattenzione si trasforma in un danno, a volte irreparabile, ma questa fatalità non consola certo le vittime di malasanità.




 Che, infatti, ricorrono sempre più alla denuncia per ottenere giustizia e, soprattutto, un risarcimento. Tutto normale, non fosse che negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio boom di cause.

Non sempre, allora, ci troviamo davanti a casi di malasanità: quando un paziente si sottopone a un’operazione, soprattutto se delicata, deve essere consapevole che un certo grado di rischio esiste e che qualche complicanza può sorgere. Quando c’è un effettivo errore, però, è giusto far valere i propri diritti. Se c’è chi approfitta, d’altro canto c’è anche chi non conosce bene la normativa e rinuncia alla denuncia legittima. La legge prevede che le vittime di malasanità abbiano a disposizione 10 anni di tempo dall’ultimo certificato medico per richiedere il giusto risarcimento danni. L’articolo 2043 del codice civile recita in merito al risarcimento per fatto illecito “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno (Cod. Pen. 185)“. Data la complessità della materia, per tutelare i propri diritti è necessario affidari a uno studio legale specializzato in materia. Ed è qui che nasce lo scontro.